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Rebe & Traube

Storia di vino

Un profano alla scoperta del vino 19

Ma chi ha detto che l’inverno è così magico? Probabilmente qualcuno che da fine gennaio si annoiava da morire e aveva appena scolato il liquore all’uovo avanzato da Natale, prima che quella roba andasse del tutto a male.

3 min di lettura

Estate

di William Powell

L’estate è la stagione della vera magia. Quella che si compie nella testa e nel cuore. Quella che crea ricordi e li trascina di nuovo alla luce.

Chianti o gasolio da riscaldamento, fa lo stesso

Oggi sono andato a fare benzina e ho dovuto constatare ancora una volta che, per me, l’odore della benzina in una calda giornata estiva resterà probabilmente legato per sempre al pensiero del vino rosso.
Forse ci sono persone che hanno sempre giudicato la mia competenza in fatto di vino così scarsa da pensare che, dopo qualche bicchiere di Chianti, mi si potrebbe tranquillamente dare da bere anche del gasolio da riscaldamento, tanto non noterei la differenza. Non voglio gridare troppo in fretta alla «diffamazione»... e, semmai, non troppo forte... ma per una volta la cosa non c’entra proprio nulla.

La vita nel Ford Transit

Questo abbinamento, a prima vista un po’ sgradevole, ha a che fare con i ricordi olfattivi della mia primissima vacanza «vera». Con vera intendo che per la prima volta partivo da solo. E con da solo intendo che non ero né sotto l’esasperante sorveglianza di mia madre, né circondato dai miei fratelli, ancora più esasperanti. Per il resto, «da solo» significava che viaggiavamo in dieci su un Ford Transit. 

Verso l’Italia, per una «vacanza culturale». Tutti i preparativi erano già stati snervanti ed emozionanti, ma quando finalmente partimmo, una domenica mattina alle 07:00, ero così su di giri che molte impressioni di quella giornata mi si sono impresse indelebilmente nella memoria. Una delle prime è quella di noi che ciondoliamo in un distributore ancora mezzo addormentato all’uscita di Aschaffenburg, con il caldo della giornata che comincia già a farsi sentire e l’odore della benzina che ci sale nelle narici. Benzina per il pulmino della nostra vacanza. Benzina che ci avrebbe portati in Italia senza genitori. Benzina che pagavamo con i nostri soldi. Puzzava terribilmente e profumava meravigliosamente.

Sotto ipnosi

E quello stato d’animo durò, nonostante le interminabili ore nel vecchio pulmino scassato, finché non ci fermammo a notte fonda in un campeggio alle porte di Verona. Faceva un caldo pazzesco, c’era polvere ovunque e l’aria aveva un odore completamente diverso da quello di casa. Eravamo circondati da una marea di giovani che, proprio come noi, probabilmente inseguivano i loro sogni in direzione del sole. Naturalmente non passò molto tempo prima che ci ritrovassimo in mano le prime bottiglie di vino offerte da ubriachi mai visti prima e, anche se probabilmente non saprei dire nemmeno sotto ipnosi quale vino (o quante varietà diverse) mi sia sceso per la gola riarsa quella notte, era delizioso. 

E anche quel sapore fu evidentemente salvato sullo stesso disco rigido interno in cui l’odore della benzina era già stato archiviato come estremamente figo e fantastico.  
Non vorrei che ci fossero equivoci: il viaggio in sé fu molto, molto strampalato. Le tende non erano impermeabili e quell’anno Siena visse l’estate più piovosa da anni. Nei pressi di Pisa caddi su un riccio di mare e dovetti passare la notte in ospedale. 

Coming out a Bolzano

Il nostro pulmino si guastò e a Follonica un meccanico dal grande fiuto per gli affari ci «derubò» letteralmente. Due dei miei compagni di viaggio scoprirono il Campari Soda come bevanda ideale per la colazione e, superata San Gimignano, riempirono di vomito il nostro mezzo in modo così orrendo che il viaggio di ritorno fu un inferno (benché li avessimo costretti a strofinare davvero ogni angolo del Transit, senza tralasciare nulla). All’Elba Sabine si innamorò perdutamente di un viscido buttafuori di una discoteca ed era diventata quasi insopportabile, mentre Olli visse un coming out molto deludente a Bolzano, perché nessuno di noi ne fu anche solo lontanamente sorpreso. 

Eppure quell’estate fu piena di momenti magici, e il sapore e l’odore del vino rosso ebbero la loro parte. Credo che anche il mio personale viaggio nel mondo del vino e la ricerca del mio gusto personale in fatto di vino siano stati plasmati da quell’estate. Perché altrimenti non dovrei semplicemente abbandonarmi alla birra, invece di coltivare questo complicato rapporto di amore e odio con il vino? Solo perché è buono? Bah, certo che no!
 

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

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