Storia di vino
Un profano alla scoperta del vino 21
Odio Tom Cruise. E la cantina Kees-Kieren. E odio anche le gite sulla Mosella. E le persone con gli smartphone, quelle soprattutto! E più di tutti il mio amico Jan... scusate, ex amico Jan, dovrei dire.
3 min di lettura

di William Powell
Ma è vero: quale persona con un minimo di buon senso mi invita a una gita con degustazione di vini? Di certo nessuno che abbia dovuto sorbirsi più di due puntate di questa rubrica. E neppure qualcuno che mi conosca da più di due giorni. Una cosa del genere non la si infligge a se stessi, e nemmeno a me.
Jan è olandese
Ora, a discolpa di Jan si può addurre il fatto che è olandese... non so se siano più resistenti al dolore o semplicemente non sappiano nulla della cultura vinicola tedesca... ma in qualche modo ho la sensazione che bisognerebbe considerarla un'attenuante (Lasciate in pace quell'uomo, è olandese...). Inoltre mi sono lasciato decisamente abbagliare dalla composizione del gruppo.
Jan mi raccontava di fare regolarmente questa gita con colleghi di lavoro e vecchi amici dell'università. Jan è contabile e prima ha studiato informatica aziendale. È davvero così ingenuo da parte mia essermi immaginato un'orda di nerd in gilet di maglia? Sono uno sprovveduto se credevo che i ragazzi avrebbero sì partecipato alla degustazione, ma per il resto si sarebbero attaccati piuttosto a un succo di maracuja allungato con acqua frizzante? Evidentemente sì!
Bruce Dickinson e Lars Ulrich
Forse le tante magliette degli Anthrax e degli Iron Maiden che mi sono balzate agli occhi salendo sul vecchio pulmino Volkswagen di Jan avrebbero dovuto mettermi in guardia. Ma quei ragazzi dai visi pallidi, dalle braccine esili e dalle pancette ben visibili sembravano comunque incredibilmente innocui. E poi erano anche nerd! In qualche modo. E circolavano anche bottiglie piene di succo di maracuja allungato con acqua frizzante. All'inizio. A un certo punto, più tardi, hanno cominciato a girare anche sigarette coniche dall'inequivocabile odore di cannabis essiccata. Ma nel frattempo avanzavamo ancora a passo lento, spronati da Bruce Dickinson e Lars Ulrich, attraverso una calda e soleggiata giornata autunnale verso la placida Mosella. Stranamente, già da quel momento si aprono i primi vuoti di memoria sul viaggio in generale e su quel paesucolo in particolare.
Graacher Himmelreich
Ora, Graach sarà anche un angolino grazioso e pittoresco, ma non è che implori proprio di essere descritto a lungo. Ci sono però ben più che vaghi indizi del fatto che la mia scarsa memoria non dipenda soltanto dalla mancanza di attrattiva di Graach sulla Mosella. La degustazione si è svolta in una bellissima cantina a volta, con molto legno e un'illuminazione soffusa, e persino io mi sono unito al coro nel dire che il Domprobst Kabinett Riesling era davvero molto, molto buono. E, proprio come tutti gli altri, ero dell'idea che dovessimo assolutamente procurarci una scorta sufficiente di quella bevanda benedetta.
Nuoto alla svedese per tutti
Da qui in poi le opinioni su quanto è successo divergono rumorosamente, e nemmeno le prove video presentate mi convincono davvero. In fin dei conti ho a che fare con specialisti di software. Che ne so io di cosa possano aver combinato per far apparire le cose così come appaiono adesso. Dopotutto non ho mai imitato il balletto di Risky Business. Mai! Non ricordavo nemmeno più che esistesse quella scena e il film mi era anche sembrato piuttosto stupido... almeno, ormai ne sono convinto.
Inoltre, dai tempi dell'università non sono più un sostenitore del nuoto alla svedese. E poi chi mai si tuffa nudo in un fiume a fine settembre? Io no! E chi sarebbe davvero, di grazia, quella persona nuda che canta in quel video traballante girato col cellulare? Magari è Bigfoot! Pfui.
Da tre a 4 bottiglie nel pulmino
Quello che trovo triste, soprattutto, è che a tutt'oggi nessuno si sia scusato con me per il fatto che mi sono ripreso bagnato e tutto raggomitolato nell'angusto vano di carico del pulmino. Non si trattano così le persone anziane che si trovano evidentemente in uno stato successivo a uno shock anafilattico. Quei ragazzi non hanno neppure cercato di capire a cosa potessi aver reagito così male. E la cosa più sfacciata è che sostengono tutti che io fossi già andato fuori di testa dopo la seconda bottiglia, mentre tutti gli altri ne avrebbero bevute almeno tre o quattro.
La parte del viaggio di ritorno di cui mi sono ancora reso conto è trascorsa in un silenzio glaciale. Almeno da parte mia. Che m'importa se gli altri passavano il tempo cantando allegramente. L'unica cosa che mi ha addolcito è stata che, scendendo, mi hanno messo tra le mani tremanti una cassa piena di Graacher Domprobst. Ora è laggiù in fondo alla cantina e non si tocca. Tantomeno da parte di mia moglie. Quella traditrice si è fatta mandare i video da Jan e scoppia in risate isteriche ogni volta che guarda quegli infami falsi. Avevo già detto che odio le persone con gli smartphone?
Die Weinpost


