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Rebe & Traube

Storia di vino

Un profano alla scoperta del vino 6

Ci sono ancora persone che credono che la grappa sia una vera opera del diavolo; altri attribuirebbero piuttosto questo titolo allo zucchero o ai film con Nicolas Cage, ma pochi conoscono la verità. Le degustazioni di vino sono la vera opera di Satana.

3 min di lettura

Alla degustazione di vini

di William Powell

Sotto questa superficie colta e civilizzata sonnecchiano il caos e la tentazione… di fare praticamente qualsiasi cosa! Non ho ancora partecipato a una degustazione di vini che non abbia avuto conseguenze «memorabili».

Subdoli e perfidi

Una delle conseguenze più innocue è stato quel rosé «abboccato» che per mesi ha abitato nella nostra cantina. Durante un innocente assaggio a una fiera industriale mi ero lasciato «convincere» a comprarlo. Banda di infidi: chi si aspetta di trovare quei tipi a una manifestazione del genere? E poi avevano messo lì delle bruschette davvero deliziose. Forse un po’ salate, ma in compenso c’erano quei piccoli calici di vino, no? E prima che me ne rendessi conto, lo spedizioniere mi aveva consegnato sei casse di quella roba, che in fondo si poteva bere solo se si era già ubriachi… o dopo aver ingurgitato abbastanza bruschette salate. O entrambe le cose.

I segreti della degustazione di vini

Durante le degustazioni di vini — o forse sarebbe meglio dire dopo — ho fatto anche ben altro. Tra le altre cose, ho vinto un poetry slam. Chi mi conosce da più di dieci minuti di solito intuisce già che con la poesia ho un patto simile a quello che ho con il vino. So che ne esiste di buona e credo anche di aver già letto o ascoltato della buona poesia… io però non sono capace né di riconoscerla né di produrla. Per questo non so spiegarmi come sia potuta nascere l’opera «Zio Tom nel paese incantato delle baite». Né come abbia concluso quella stupida serata con il riconoscimento di «particolare pregio». Forse i giurati erano stati prima alla stessa degustazione di vini…

Ecco come si svolge una degustazione di vini

Il suo ultimo gioiello

L’ultima volta ci sono cascato quando il padre di una cara amica, durante una delle nostre visite, mi ha preso da parte perché voleva «assolutamente mostrarmi il suo ultimo gioiello». Naturalmente era un vino, per la precisione un rosso chiamato Hensel und Gretel, che si era portato a casa da una delle sue piccole escursioni. Davvero non so perché quel pover’uomo continui a esporre i suoi tesori al mio palato miseramente poco allenato, ma non si arrende. Anche se sembra invariabilmente inorridito dalle mie reazioni, proprio come è successo anche stavolta.

Una tattica diversa

Ho tentato una nuova tattica e gli ho detto che sentivo la ciliegia (in realtà non sentivo nulla del genere, l’avevo solo sentito dire da qualche parte!). Lo sguardo che mi ha lanciato era davvero tutto un programma. E poi si è ricominciato: mi ha messo davanti un vino che avrebbe dovuto avere un accenno di ciliegia. Da lì ci siamo avventurati verso quelli più semplici, siamo saltati ai bianchi e abbiamo fatto anche una deviazione verso il vino aromatizzato (ringrazi il Retsina se non ho sputato).

Piccoli ma tosti

Tutto in calici davvero minuscoli. Con acqua e pane tra un assaggio e l’altro. Per quasi due ore. Mia moglie mi rinfaccia ancora oggi di aver dovuto non solo riportarmi a casa in macchina, ma anche portarmi di peso al piano di sopra e buttarmi a letto. Ero talmente ubriaco che non riuscivo più a fare nulla di tutto questo da solo. A proposito di mia moglie e delle degustazioni di vini. Prima di partecipare con lei a una di queste degustazioni, non avevamo altro rapporto che quello di colleghi. Poi siamo andati a una degustazione di vini. Ora siamo sposati e abbiamo due figli meravigliosi. Ho già detto che, in fondo, trovo le degustazioni di vini davvero fantastiche?

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

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