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Rebe & Traube

Enciclopedia del vino

Barbera, il vino rosso dell’Italia settentrionale

Da non confondere con il nome di persona, il Barbera è un altro tipico rappresentante dell’Italia settentrionale. Fruttato, con sentori di frutti di bosco, e quando affiorano pepe e salvia, il fuoco italiano prende slancio. Ama soprattutto giocare insieme al Nebbiolo, con cui si unisce volentieri nel Langhe Rosso.

4 min di lettura

Vigneti delle Langhe in Italia

Barbera – il vitigno piemontese

Il Barbera è un vitigno di grande pregio, coltivato in Piemonte già nel XIII secolo. Da tempo quest’uva non è più limitata al solo Piemonte, ma è ormai diffusa in tutta Italia. Produttivo e adattabile, questo vitigno occupa addirittura il terzo posto tra i più diffusi in Italia, dopo il Montepulciano e il Sangiovese. Al di fuori dell’Italia, oggi viene coltivato anche in Argentina, Messico, Australia, California, Brasile, Sudafrica, Uruguay, Israele e Romania.

Declino e rinascita

Negli anni Ottanta questo nobile vitigno si guadagnò una reputazione non proprio positiva, poiché le grandi eccedenze portarono a un calo della qualità e a prezzi bassi.

Oggi, tuttavia, le quantità sono state nuovamente riportate a livelli ragionevoli e si dedica di nuovo grande attenzione alle cure necessarie. Grazie a questi fattori, il Barbera è tornato a essere considerato un’uva nobile, dalla quale nascono vini eccellenti.

Il Barbera – robusto e produttivo

Rispetto ad altri vitigni, questa varietà richiede relativamente poche cure e non è particolarmente sensibile nemmeno alle condizioni climatiche. Pur amando le temperature del Piemonte, con le sue giornate calde e le notti fresche, resiste comunque alle gelate primaverili. Grazie alla particolare peluria presente sulla pagina inferiore delle foglie, la vite riesce a trattenere bene l’acqua e quindi non risente troppo nemmeno di periodi prolungati di siccità.

Il Barbera si vendemmia tra la fine di settembre e la metà di ottobre e, anche nelle annate difficili, offre rese affidabili e remunerative per i viticoltori. La vite ha davvero bisogno di essere potata. Se non lo si fa, e qui entra in gioco la forma di allevamento, si possono facilmente ottenere rese di 150 ettolitri per ettaro. In linea di principio questo farebbe felice qualsiasi viticoltore, ma non in questo caso. Infatti, con una crescita eccessiva, dai fiori si sviluppano soltanto piccoli acini che hanno ricevuto troppo poca acqua, ed ecco che al posto di un vino di qualità ci si ritrova con una bomba di acidità

Le caratteristiche del vino

L’apice del germoglio della pianta è aperto e ricoperto da una fitta peluria lanuginosa. Sulle punte si può scorgere una lieve colorazione rossastra. Anche le foglie giovani sembrano avere ancora bisogno di uno spesso cappotto di lana e presentano macchie dai riflessi bronzei. Il picciolo è a forma di lira e una foglia tipica appare pentalobata, con denti larghi. Questo vitigno italiano produce grappoli davvero grandi, dai riflessi blu-neri, di forma cilindrica o anche conica. A un primo esame non si riesce a riconoscere né a percepire al gusto un aroma particolare dell’acino.

I tanti nomi del Barbera

Poiché anche questo vitigno vanta una storia secolare, moltissimi viticoltori, in Italia e nel resto del mondo, gli hanno attribuito un proprio nome. Ecco una montagna di nomi diversi per uno stesso vino. Buon divertimento a impararli a memoria.

Il Barbera è chiamato anche:

Barber a Raspo Rosso, Barbera, Barbera a Peduncolo Rosso, Barbera a Peduncolo Verde, Barbera a Raspo Verde, Barbera Amaro, Barbera Black, Barbera Blaue, Barbera Crna, Barbera d’Asti, Barbera di Piamonte, Barbera Dolce, Barbera Fina, Barbera Fine, Barbera Forte, Barbera Grossa, Barbera Mercantile, Barbera Nera a Caule Rosso, Barbera Nera a Caule Verde, Barbera Noir, Barbera Noire, Barbera Nostrana, Barbera Riccia, Barbera Rossa, Barbera Rosta, Barbera Vera, Barberone, Besgano, Cosses Barbusen, Gaietto, Lombardesca, Nigruz, Olivella, Sciaa, Uva Nera Antica di Viggiano

Acidità intensa e pochi tannini

Questo vitigno viene talvolta utilizzato in assemblaggio, ma soprattutto in Piemonte viene vinificato in purezza. Il vino che ne risulta ha un colore rosso rubino intenso e un gusto ricco di aromi diversi, come ciliegie selvatiche, vaniglia o violetta. Se le uve vengono raccolte soltanto quando sono molto mature, possono svilupparsi anche aromi di susine e della celebre ciliegia piemontese. I vini hanno un contenuto di tannini ridotto e sono molto vigorosi. A sostenerli è una spiccata acidità, e non risultano mai scialbi o noiosi.

Vino quotidiano o affare per intenditori

I vini Barbera possono essere bevuti giovani e gli eleganti aromi di ciliegia li rendono compagni ideali di molti piatti di carne o selvaggina. Anche le immancabili pizza e pasta trovano nei vini Barbera un gustoso accompagnamento. I vini Barbera, però, non si bevono soltanto giovani: possono anche essere conservati senza problemi per diversi anni. Se vengono affinati in pregiate barrique, la qualità aumenta ulteriormente in modo sensibile. 

Il tannino del legno della botte bilancia sapientemente l’acidità del vino, che diventa sensibilmente più delicato e morbido. È piacevole constatare che i prezzi rimangono accessibili anche per i vini Barbera sottoposti a un affinamento più lungo e di qualità, rendendo così adatti al consumo quotidiano anche quelli un po’ più raffinati.

Avanti a tutto vapore

Il Piemonte non è certo un nome sconosciuto tra le regioni vinicole: da qui provengono infatti celebri vini rossi come il Barbaresco e il Barolo.  Dopo il crollo degli anni Ottanta, tuttavia, il Barbera sta tornando alla grande. Ora è al centro dell’interesse di viticoltori e appassionati di vino, e il fatto che gli siano stati dedicati circa 20.000 ettari di superficie coltivata parla da sé. C’è da essere curiosi: da quest’uva nascerà sicuramente ancora qualche vino di grande pregio. 

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Buon vino. Belle storie.

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