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Rebe & Traube

Enciclopedia del vino

Il Syrah e lo Shiraz

Che si chiami Syrah o Shiraz, si parla sempre dello stesso vitigno della Francia meridionale, che a un certo punto si è detto: voglio provare a crescere ovunque si produca vino rosso. E così il suo viaggio, con tappe in Cile, Australia, Sudafrica, California e Argentina, probabilmente non è ancora finito. Il Syrah cresce magnificamente sotto un sole caldo, ha un grande potenziale alcolico e lo avvolge in un rosso intenso.

5 min di lettura

L'origine del vitigno Shiraz

Anche per questo vitigno, indipendentemente dal nome che si usa, entra ancora una volta in gioco la genealogia viticola francese. Il Pinot Noir potrebbe esserne il bisnonno e, da vecchio borgognone, aver esercitato una notevole influenza sul discendente. Il Syrah è sostanzialmente un incrocio tra gli antichi vitigni francesi Dureza e Mondeuse Blanche. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori americani alla fine degli anni Novanta. Di conseguenza, la sua origine prima va ricercata nella regione francese del Rodano. 

Le condizioni naturali ideali per il Syrah

Non stupisce affatto che ancora oggi la principale zona di coltivazione si trovi intorno al Rodano: le condizioni naturali del clima continentale e subtropicale sono semplicemente perfette per questo vitigno.

Il vitigno predilige infatti un clima caldo e piuttosto secco e richiede le esposizioni migliori. Ciononostante, i viticoltori fanno attenzione a non piantare il Syrah su terreni troppo ricchi di humus, perché tende a crescere molto in altezza. Terreni di medio impasto con umidità sufficiente: ecco la collocazione perfetta per questo rosso. 

A proposito, il Petit Sirah, un vitigno dal nome simile, non ha nulla a che vedere con il suo omonimo e deriva da un altro incrocio.

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Le caratteristiche del Syrah

L'apice del germoglio è verde e ricoperto da una fitta peluria bianca e lanosa. La vite presenta inoltre una crescita vigorosa ed eretta, mentre il germogliamento delle gemme avviene relativamente tardi. Le foglie non sono particolarmente grandi e hanno forma pentagonale. Il picciolo è a forma di V. Anche il grappolo non è di dimensioni straordinarie, ma si colloca piuttosto nella media, con una o due ali. Gli acini sono relativamente piccoli, allungati, di colore blu-nero e molto profumati.

Dalla Francia al mondo: la movimentata storia del vitigno Shiraz

Nonostante l'origine francese, lo Shiraz, come viene chiamato oltremare, in Sudafrica e in Australia, è oggi diffuso in tutto il mondo. Con ben 43.977 ettari di superficie vitata, oggi in Australia è diffuso all'incirca quanto in Francia e anche in Italia. Vi cresce fin dal 1830, portato da un emigrante inglese di nome Dr. Christopher Rawson Penfold (da qui deriva il celebre vino Penfold Grange), e per un certo periodo in Australia è stato persino più diffuso che nel paese d'origine. Poiché richiede un clima secco e caldo, prospera anche in California, Sudafrica, Messico e Cile. Nella Francia meridionale il Syrah entra in diverse cuvée con Grenache e altri vitigni; in Australia viene tradizionalmente assemblato con Cabernet Sauvignon, ma viene spesso imbottigliato anche in purezza. In alcune denominazioni del Rodano, come Côte-rôtie, è l'unico vitigno a bacca rossa.

Il vitigno è arrivato qui da noi in Germania soltanto nel 1990 e viene coltivato su una superficie relativamente piccola, di circa 50 ettari. In Austria l'autorizzazione ha richiesto ancora più tempo. Qui il via libera al vitigno è arrivato soltanto nel 2001 e oggi i nostri vicini ne coltivano quasi il triplo rispetto a noi. In California i produttori di Syrah, come vengono chiamati lì, dispongono di ben 7000 ettari di vigneti per le loro uve rosse.

La vinificazione del Syrah in Germania

I tanti nomi del Syrah

Poiché anche questo vitigno vanta una storia secolare, innumerevoli viticoltori di tutto il mondo gli hanno attribuito un nome proprio. E così non sono soltanto Syrah e Shiraz a contendersi il titolo di denominazione corretta: ecco un'intera montagna di altri nomi per uno stesso vino. Buon divertimento a impararli a memoria.

Il Syrah si chiama anche:

Antournerein, Antournerein noir, Anzher Muskatnyi, Biaune, Blauer Syrah, Bragiola, Candive, Candive noir, Costigliola, Costiola, Damas noir du Puy de Dôme, Damaszener blau, Di Santi, Entourneirein, Entournerein, Entournerin, Ermitage, Fresa grossa, Hignin noir, Marsanne noir, Marzane noir, Neiret di Saluzzo, Neiretta Cunese, Neiretta del Cuneese-Fassanese, Neiretta del Monregalese, Neiretta del rosso, Neiretta dell’Albese, Neiretta di Saluzzo, Neiretto del Cunese, Neiretto di Bene, Neiretto di Carrú, Neiretto di Costigliole, Neiretto di Farigliano, Neiretto di Saluzzo, Nereta piccola di Monregalese, Neretta Cuneese, Neretta del Cuneese-Fassanese, Neretta del Monregalese, Neretta di Costigliole, Neretta di Saluzzo, Neretta piccola, Neretta piccola di Dogliani, Neretto del Beinale, Neretto di Dogliani, Neretto di Saluzzo, Petite Sirrah, Petite Syrah, Petite Syras, Plan de la Biaune, Plant de Biaune, Plant de la Bianne, Plant de la Biaune, Schiras, Schiraz, Seraene, Sereine, Serene, Serenne, Serine, Serine noir, Serinne, Sevene, Shiras, Shiraz, Shyrac, Sirac, Sirah, Sirah marsanne noir, Syra, Syrac, Syrac de l’Ermitage e Zizak.

L'aroma dello Shiraz 

Questi vini provengono da uve che, grazie a tanto sole e acqua sufficiente, hanno beneficiato di un ottimo periodo di maturazione. Ne deriva un rapporto tra zuccheri e acidità generalmente molto gradevole, che consente di raccogliere uve relativamente poco acide. La maturità aromatica di questo vitigno è molto facile da riconoscere, perché si manifesta in modo particolarmente intenso e percepibile. Spiccano i sentori di piccoli frutti neri o rossi come ribes, lampone, mirtillo e mora. Ma anche note floreali di reseda e violetta caratterizzano la varietà. Più a lungo le uve rimangono sulla pianta, più intensamente si trasforma l'aroma. In seguito emergono note ancora più speziate, come tartufo, pepe, mentolo e liquirizia. 

La particolarità del Syrah

Il Syrah ha due caratteristiche particolari. Da un lato contiene elevate quantità di resveratrolo, una molecola che, secondo evidenze cliniche, avrebbe un effetto antiossidante. Questo, a sua volta, richiama ogni anno migliaia di giornalisti in tutto il mondo, che tessono le più alte lodi del vino rosso e della salute.

Con una normale fermentazione sulle bucce, l'uva dà origine a un vino scuro e ricco di tannini, che richiede un lungo affinamento in bottiglia per ridurne l'astringenza. Si tratta della capacità di un vino di provocare una sensazione «ruvida», «felpata» in bocca. Molti equiparano lo stimolo dell'astringenza a una sensazione gustativa amara. Essa nasce da una reazione tra proteine e sostanze tanniche, nella quale polifenoli come i tannini e altre sostanze concianti reagiscono con le proteine della mucosa orale, facendole precipitare. 

La differenza nel dettaglio

Come spesso accade nella vita, la differenza sta nel piccolo, sottile dettaglio. 

Lo Shiraz australiano, coltivato su 44.000 ettari, è generalmente un vino rosso scuro, fruttato e possente, con aromi di cioccolato, ciliegia, prugna e cocco. Il tenore alcolico, chiaramente spiegabile con il caldo del quinto continente, è piuttosto elevato, intorno al 14 o 14,5%. Qui i venti freddi dell'Antartide incontrano in parte lo scudo di calore dell'Australia, mitigandolo leggermente. La Barossa Valley, a nord di Adelaide, è una delle principali zone di produzione di questi vini corposi.

Viaggio enologico in Australia

Il Syrah francese, invece, è meno segnato dal legno rispetto al fratello australiano, viene vinificato in uno stile un po' più snello e, grazie al lungo periodo di maturazione, sviluppa aromi di spezie, olive, chiodi di garofano e cuoio. È più vigoroso e meno morbido, ma ha anche meno alcol. Le versioni comuni arrivano in bottiglia con una gradazione intorno al 13%. 

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

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