Vai al contenuto
Rebe & Traube

Enciclopedia del vino

Il Tempranillo dalla Spagna

Il temperamento, il Tempranillo ce l’ha già per natura. Unico e solo vitigno spagnolo ad aver raggiunto la fama mondiale, si nasconde nelle cuvée un po’ ovunque. Gran Reservas, Rioja, Crianza: qualunque cosa dica l’etichetta proveniente dalla penisola iberica, questo vino dal colore scurissimo è sempre presente da qualche parte.

3 min di lettura

Il temperamento, il Tempranillo ce l’ha già per natura. Unico e solo vitigno spagnolo ad aver raggiunto la fama mondiale, si nasconde nelle cuvée un po’ ovunque. Gran Reservas, Rioja, Crianza: qualunque cosa dica l’etichetta proveniente dalla penisola iberica, questo vino dal colore scurissimo è sempre presente da qualche parte. In California, tra l’altro, si chiama Valdepeñas.

La storia e le origini del vino Tempranillo

La zona intorno alla Ribera del Duero (che prende il nome dal fiume spagnolo Duero, che poi in Portogallo diventa Duoro), nella Spagna settentrionale, sarebbe la culla del vitigno Tempranillo. Il vino fu menzionato per la prima volta già nel XIII secolo. “Las Tempraniellas” era il nome dato alle uve. Significa all’incirca “Le precoci” oppure, riferito ai prodotti agricoli, “Quelle che maturano presto”. Proprio perché le uve Tempranillo maturano da così tanto tempo sotto il sole spagnolo, il vitigno ha ricevuto i nomi più disparati nelle diverse zone. Ogni volta, infatti, si pensava di aver scoperto un nuovo vino. Nella sola Spagna, tutte le seguenti denominazioni varietali sono in realtà soltanto varianti locali di questo vino rosso. 

Le varianti spagnole del Tempranillo

Albillo Negro, Aldepenas, Arauxa, Arganda, Botón de Gallo, Castellana, Cencibel, Chinchillana, Chinchillano, Chinchilyano, Escobera, Grenache de Logrono, Jacibera, Jacibiera, Jacivera, Negra, Negra de Madrid, Negra de Mesa, Piñuela, Sensibel, Tempranilla, Tempranillo de la Rioja, Tempranillo de Perralta, Tempranillo de Rioja, Tempranillo de Rioza, Tempranillo Rioja, Tempranillo Tinta, Tempranillo Tinto, Tinta de Nava, Tinta del País, Tinta del Toro, Tinta do Inacio, Tinta do País, Tinta Fina, Tinta Madrid, Tinto Aragónez, Tinto de Madrid, Tinto del País, Tinto Fino, Tinto Madrid, Tinto País, Tinto Ribiera, Ull de Llebre, Verdiell, Vid de Aranda 

Con l’antico sinonimo Aragonés (da cui anche la denominazione varietale Tinto Aragónez),  il vitigno fu menzionato per la prima volta per iscritto intorno al 1513. Non se ne ha però la piena certezza. Trecento anni dopo arrivò una testimonianza definitiva. Il biologo  Simon de Rojas Clemente y Rubio menzionò il vitigno con il nome Maiolus. Rojas Clemente y Rubio ipotizzava che il nuovo vino provenisse dalle zone ancora più settentrionali intorno a Haro (vino Rioja) o da Navarro. Le numerose varianti clonali presenti in questa regione lo portarono a tale conclusione.

L’autore medievale Petrus de Crescentiis aveva infatti menzionato una varietà chiamata Maiolus già 500 anni prima. In seguito, da ciò nacquero ipotesi secondo cui si sarebbe trattato di incroci tra Pinot e altre varietà. Ma era tutto sbagliato. Dal 2012 la risposta è disponibile nero su bianco. Un’analisi del DNA ha portato alla luce che si tratta di un incrocio naturale tra le due varietà spagnole Albillo Mayor e Benedicto.

La coltivazione del Tempranillo

Benché dall’esterno si possa pensare diversamente, il Tempranillo, vino base molto spesso venduto in Germania come Gran Reserva, non è il vitigno più diffuso. Deve cedere il primato al bianco Airen. Eppure, ne sono coltivati quasi 200.000 ettari. Anche nelle Isole Canarie si possono osservare tentativi di coltivazione del Tempranillo.

Viaggio enologico nella Mancha con Ciudad Real

Il Portogallo, in quanto paese vicino, ha naturalmente preso a cuore questo vitigno. Qui si chiama Aragonez oppure Tinta Roriz ed è presente da secoli sulle tavole delle osterie. Si registrano quasi 20.000 ettari di vigneti, con una tendenza in crescita. Superfici più piccole si trovano anche in Germania, Francia, Grecia, Austria e Romania, oltre che in Turchia e, in misura molto limitata, in Svizzera. Le campagne di conquista spagnole in Sudamerica portarono quasi spontaneamente nel continente quest’uva dal colore rosso intenso. Il Tempranillo si trova soprattutto nella zona argentina di Mendoza, ma anche in Cile, Brasile e Messico. Con oltre 220.000 ettari complessivi di vigneti, il Tempranillo occupa il terzo posto nella competizione mondiale tra vitigni.

Le caratteristiche del Tempranillo

Probabilmente lo sa già chiunque abbia avuto nel bicchiere un Rioja (Tempranillo in abbinamento al Cabernet Sauvignon). Il Tempranillo, uno dei vitigni di base, apporta un colore rosso intenso, quasi bruno-nero. I tannini si avvertono in modo più che evidente, senza rendere il vino troppo amaro. Grazie al sole della Spagna, la gradazione alcolica va da media a decisamente elevata. 

Al sorso, le note affumicate e di tabacco non possono nascondersi. Anche le erbe aromatiche e la frutta essiccata si distinguono chiaramente. A seconda dell’affinamento, il vino può essere bevuto sia molto giovane sia dopo molti anni, senza una perdita di qualità percepibile.

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

Continua a leggere