Vai al contenuto
Rebe & Traube

Viaggio nel vino

Il Kamptal e il Kremstal

Quando arriva una sera d’estate con le sue fantastiche temperature miti, è impossibile rinunciare ad almeno un bicchiere di vino. E no, non devono essere sempre i locali del centro, con le loro vie del passeggio, a offrire l’occasione di lasciar vagare lo sguardo nei dintorni in tutto relax.

2 min di lettura

A volte basta anche «solo» una fattoria con qualche vite e qualche albicocco, nel cuore dell’Austria. Che l’Austria sappia fare vino è fuori discussione. Che la Wachau sappia fare vino è logico. Più chiaro di così si può difficilmente essere. Nel Kremstal e nel Kamptal ci sono gli Jurtschitsch e gli Steininger....ma anche Josef e Ingrid Ettenauer di Rohrdorf. Non li conoscete granché? Grave errore, dico io. 

Perché ciò che qui viene imbottigliato come Grüner Veltliner e Riesling DAC è probabilmente quanto di più schietto abbia avuto il piacere di bere da molto tempo. Non che gli altri siano in qualche modo scadenti, ma in questa fattoria del Kremstal l’autenticità rustica è di casa. Il vino non se ne sta su innumerevoli pallet nei magazzini: no, qui si imbottiglia nella propria cantina scavata nel loess, dieci bottiglie alla volta, poi si applicano le etichette e si prepara tutto per la vendita ai campeggiatori e ai visitatori della fattoria. «È tanto lavoro», dice Ingrid, ridendo come se in fondo per lei non fosse affatto un problema.

La cantina Ettenauer

Il Grüner Veltliner non può mancare nemmeno nella fattoria più piccola

E sebbene la domanda sia cresciuta sempre di più, gli Ettenauer, ovvero il marito Josef e le due figliolette, vogliono mantenere la fattoria e la produzione vinicola alle dimensioni attuali. Che crescano pure gli altri: a loro basta il legame tra i villeggianti ospiti della fattoria e la loro piccola cantina. Una risposta rara, di fronte all’odierna smania di espansione continua. Del vino in sé si potrebbero ora elencare tutti gli attributi, da secco a fresco, da un po’ di acidità al carattere tipico del Veltliner, ma non ce n’è affatto bisogno. Perché sono vini bianchi classici, dal gusto diretto, che trasformano ogni mite sera d’estate in un piacere da condividere e invitano subito ad accompagnarli con una gustosa insalata, del formaggio o un piatto di pasta. Oddio, sì, siamo in Austria: naturalmente va bene anche la carne. 

Il celebre Kamptal

Proprio dietro l’angolo, a Langenlois nel Kamptal, c’è praticamente un vignaiolo in ogni strada, in alcune persino due. A dare il nome alla zona è il fiume Kamp, mentre il centro principale è Langenlois, la più grande città del vino austriaca; con 3.907 ettari di vigneti e numerose aziende d’eccellenza note a livello internazionale, il Kamptal è una delle regioni vinicole di maggior successo del Paese. E non appena si supera il cartello all’ingresso del paese, si avverte subito quella tipica atmosfera da città del vino. Case a graticcio ovunque e, una volta attraversato il passaggio d’accesso alla fattoria con la vite sull’insegna, spunta subito un sorriso.

Il miglior museo del vino al mondo, anche per i bambini

Il benvenuto, il primo sorso e la cordialità sono straordinari. E chi a Langenlois non ha ancora visitato il Loisium non ha mai desiderato affondare un dito direttamente nel terreno di un vigneto su loess, nelle profondità di una cantina, e dare uno spazio immenso alla sensazione suscitata da ciò che esce dalla bottiglia. Un museo così tangibile è raro e fa brillare persino gli occhi dei bambini quando si parla di vino, naturalmente senza alcol, s’intende. Nessuno si dimentica per questo della Wachau, del Wagram, del Weinviertel e di tutte le altre zone che non iniziano per W, ma le due K, Kamptal e Kremstal, da ora in poi mi hanno conquistato.

Questo è il Loisium

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

Continua a leggere