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Rebe & Traube

Viaggio nel vino

Un’eredità antichissima senza fillossera né innesto

Soprattutto a La Palma, l’«isola verde» nella parte occidentale dell’arcipelago, la viticoltura riveste un ruolo ricco di tradizione, autentico e del tutto particolare.

2 min di lettura

Chi viaggia alle Isole Canarie scopre presto che queste isole non sono soltanto un paradiso per escursionisti, amanti del sole e appassionati di vulcani, ma anche una meta poco conosciuta per gli amanti del vino. Soprattutto a La Palma, l’«isola verde» nella parte occidentale dell’arcipelago, la viticoltura riveste un ruolo ricco di tradizione, autentico e del tutto particolare.

Una viticoltura delle origini tra i vulcani

La Palma colpisce non soltanto per i suoi spettacolari paesaggi di campi di lava, foreste di lauri e coste scoscese, ma anche per i suoi vigneti secolari, che si incontrano sui pendii e nelle conche vulcaniche. La viticoltura vanta qui una lunga storia: le prime viti furono introdotte già nel XV secolo dai conquistatori spagnoli.

Ma mentre nel XIX secolo l’Europa subiva una catastrofica infestazione di fillossera, La Palma, come le altre isole Canarie, rimase al riparo da questo parassita. Il clima caldo e secco e l’isolamento geografico agirono come uno scudo naturale. Ancora oggi la fillossera è sconosciuta a La Palma.

Viticoltura senza innesto: una rara eccezione

Ed è proprio qui che risiede una peculiarità che rende la viticoltura di La Palma unica al mondo: qui le viti crescono a piede franco. Ciò significa che non sono state innestate su portinnesti americani resistenti, come avviene in quasi tutte le altre zone viticole del mondo. Al contrario, prosperano ancora oggi sulle proprie radici originarie europee.

Questa pratica è quasi una reliquia di un’altra epoca. Le viti crescono lentamente, profondamente radicate nel suolo vulcanico ricco di minerali: un terroir che conferisce ai vini un carattere del tutto peculiare, sapido e minerale, con una profondità e una freschezza sorprendenti. Ogni bottiglia è un autentico frammento dell’isola.

Varietà nel calice: vitigni autoctoni e produzione artigianale

A La Palma si lavora soprattutto con vitigni autoctoni presenti soltanto alle Canarie. Tra questi figurano l’Albillo Criollo a bacca bianca e il Negramoll a bacca rossa, le cui uve vengono raccolte a mano e spesso lavorate ancora secondo metodi tradizionali. Molti viticoltori puntano sulla fermentazione spontanea, su interventi minimi in cantina e su piccoli volumi produttivi: una scelta consapevole in contrapposizione alla viticoltura industrializzata di massa.

Nelle zone in quota attorno a Tijarafe, Garafía e Mazo, così come nei celebri vigneti di Fuencaliente, maturano vini che beneficiano di un microclima particolare. Qui sole, alisei e suoli vulcanici incontrano viti antichissime: una combinazione senza pari.

Un tesoro per chi ama scoprire

I vini di La Palma sono ancora una chicca poco conosciuta in Europa. Chi riesce a procurarsi una bottiglia non assaggia soltanto un vino, ma una storia di indipendenza, tradizione e resilienza. La rinuncia all’innesto, l’assenza della fillossera, le piante a piede franco: tutto questo rende i vini di La Palma un autentico patrimonio culturale.

La Palma non è soltanto un’isola di meraviglie naturali, ma anche un museo vivente a cielo aperto della viticoltura delle origini. Qui le viti crescono ancora come era consuetudine secoli fa in tutta Europa: libere, profondamente radicate e senza portinnesto americano. Chi cerca vini autentici, di grande carattere e frutto di una lunga storia dovrebbe dare spazio ai vini di La Palma. Lo meritano.

Die Weinpost

Buon vino. Belle storie.

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